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Biansi Imist V2 l’originale di Bitfumo.it

Esigarettanews
3 mag 2012

Questa settimana passiamo in rassegna uno degli ultimi Atom approdati sul mercato in questo 2012, l’Imist l’ormai noto prodotto della Biansi che abbiamo voluto provare per voi in questa sua nuova Release II. Distribuito da Bitfumo.it al costo di 11,90€ l’Imist ci piace definirlo un “Semirigenerabile Tank in Ego Style” disponibile in due differenti colorazioni: il Full Stainless completamente cromato con Tank trasparente e la versione Full Black con Tank fumè.

Iniziamo con la descrizione del prodotto da un punto di vista oggettivo ed analizziamo da cosa è composto il Biansi Imist:

  • 1 Serbatoio Tank della capienza di poco più di 1 ml
  • 1 Supporto contenente la resistenza
  • 1 Conetto contenente lo stoppino

L’ATOMIZZATORE SEMIRIGENERABILE

Perchè abbiamo voluto definirlo Semirigenerabile? Quasta versione di Biansi Imist è corredata da una resistenza realizzata nel modo classico contenuta nel Supporto internamente filettato con attacco Ego; il conetto superiore al suo interno, contiene uno “stoppino” che ha la funzione di trasportare l’eliquid dal Tank alla resistenza stessa. Sarà proprio questo stoppino che con l’ausilio di un piccolo ago per far fuoriuscire quello di default, sarà sostituibile (rigenerabile) con un nuovo stoppino realizzato ad hoc (il principio di funzionamento è il medesimo dell’A2-T di Bulli Smoker).

LA RESISTENZA E LO STOPPINO

Contenuta nella classica “tazza” ceramica si compone di circa 6/7 spire di filo resistore avvolto intorno alla wick per un valore in ohm che al Provari ed al Tester misura nelle sue due differenti versioni: tra i 2 ed i 2,2 ohm (valore dichiarato inciso sul supporto 2 ohm) e tra gli 1,8 ed i 2 ohm (valore dichiarato inciso sul supporto 1,8 ohm). Come detto, l’irrorazione della resistenza è strettamente correlata al “gocciolamento” dello stoppino che trasporta l’eliquid dal Tank al cuore dell’atom. Vale la pena spendere due parole in merito allo stoppino: era risaputo che nella realizzazione faidatè dello stoppino dell’A2T, uno stoppino troppo corto che non avesse toccato le spire della resistenza, avrebbe avuto saltuari problemi di irrorazione. Quello di default, alloggiato proprio nel conetto metallico dell’Imist, va a toccare proprio la resistenza (ciò denota appunto la giusta lunghezza) assicurando dunque una buona conduzione di eliquid (vi consigliamo ovviamente, qual’ora rigenererete lo stoppino stesso, di eguagliare la lunghezza di quello preesistente).

Nell’immagine seguente il Supporto metallico con l’incisione della release e del valore della resistenza in cui si vede la tazza in ceramica contenente la resistenza:

Nell’immagine seguente il conetto contenente lo stoppino mostrato da entrambe i lati:

I TANK

Siamo sempre stati abituati ai classici serbatoi degli Atom Tank le cui varianti tra i vari modelli erano i tappini diversificati tra plastica e silicone, ma sempre della medesima conformazione. La parte finale dei Tank di questo Imist evidentemente lasciano denotare una palese differenza: come infatti noterete dall’immagine il tappino che li chiude è un piccolo cilindro in silicone che lascia, dato il suo diametro interno, uno spazio sufficiente affinchè lo stoppino possa “catturare” l’eliquid senza problemi di sorta.

L’ORING DEL SUPPORTO METALLICO

Particolare rilevante è l’oring che circonda per tutto il diametro l’apice del supporto metallico alloggiato in una apposita scalanatura; la sua funzione, in soldoni, risiede nel creare una perfetta tenuta con il conetto affinchè una eventuale fuoriuscita di eliquid dal fondo del Tank possa essere bloccata e non arrivi all’attacco batteria.

In conclusione, dal punto di vista squisitamente costruttivo, possiamo senza ombra di dubbio elogiare la cura per il particolare di questo Atom che ben si sposa con la batteria Ego nella medesima colorazione del conetto. Ecco le immagini dell’Imist assemblato con la Ego della finitura di riferimento:


Andiamo dunque ora ad esaminarlo dal punto di vista delle Performance ed a trarne le relative conclusioni per diversa tipologia di Atom:

ATOM 1,8 Ohm

Per la prova di svapo di questo Atom ci siamo voluti calare nei panni dell’utilizzatore medio che tralasciando ogni accorgimento ed inizializzazione, procede semplicemente col riempire il Tank, assemblarlo al supporto ed iniziare la sessione di svapo (per il test è stato utilizzato un liquido 50% PG  e 50% VG proprio per testare la conduzione di eliquid con una base non troppo liquida ma di una sufficiente densità).

La prima immediata sensazione che si prova è la particolare ariosità del tiro che nonostante tutto genera un’ottima quantità di vapore (primo immediato riscontro dello svapatore alle prime armi). Dopo circa 3/5 tiri in cui l’eliquid deve ancora assestarsi ed irrorare la resistenza, l’atom parte in modo impeccabile restituendo l’aroma in performance sopra la media delle classiche Ego Tank. Il valore della resistenza, 1.8 ohm, per l’utilizzo sulla Ego regolata ai 3,7V (batteria con cui abbiamo effettuato la prova con questo Atom) ci sembra assai equilibrato per un Hit decisamente buono per gradazioni di nicotina tra i 6 ed i 12 mg per ml.

Dopo una sessione di svapo di una mezz’ora abbondante, si inizia a sentire che lo stoppino va “aiutato” nella conduzione di eliquid verso la resistenza con uno o due tiri a vuoto senza attivazione della batteria; da quel momento in poi risulta evidente un notevole miglioramento dell’aroma: la testimonianza di ciò risiede proprio nel consumo di eliquid che si fa costante. Tali performance sono state verificate per tre Tank (3 Ml di svapo continuo) che hanno promosso dunque questo Atomizzatore che se fosse stato caratterizzato da un tiro appena meno arioso avrebbe senza dubbio fatto parlare molto più di sè.

ATOM 2 Ohm

Il test dell’Atom da 2 ohm è stato effettuato, diversamente dal precedente, con una batteria Ego Riva non regolata (con tensione iniziale di 4,2V tendente al calo con la scarica). Decisamente più stabile del precedente pur concedendo qualcosa in Hit, questo Atom risulta assolutamente più aromatico (ovvia conclusione dato il valore della resistenza) e meno soggetto a cali d’aroma che necessitino dei citati tiri a vuoto senza attivazione della batteria (per il test è stato utilizzato un liquido 50% PG  e 50% VG proprio per testare la conduzione di eliquid con una base non troppo liquida ma di una sufficiente densità).

Ritroviamo anche in questa configurazione l’ariosità del tiro, evidentemente caratteristica di questo Imist che però, precisiamo, per nulla intralcia la produzione di vapore abbondantemente sopra la media. Il consumo del liquido risulta costante nonostante la densità della base ed il valore più alto della resistenza per l’intero ml del Tank.

Ci sentiamo dunque di valutare questo Atom da 2 ohm in modo estremamente positivo che consigliamo assolutamente per l’utilizzo su batterie Ego VV dai 3 step di voltaggio (il valore dei 2 ohm su una regolazione costante di 4V troverebbe il suo massimo, conclusione che giunge dal test effettuato sul Provari utilizzando un adattatore 510/Ego).

CONCLUSIONI

Per chi fosse in possesso di batterie Ego alla ricerca di un sistema di alimentazione semplice ed immediato che abbia il giusto equilibrio di performance, ci sentiamo dunque di consigliare questa nuova versione del Biansi Imist che ringraziamo Bitfumo.it di averci dato la possibilità di testare.

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2 Commenti

  1. nevio

    buongiorno, qualcuno può darmi un indirizzo dove procurarmi le wicks per rigenerare l’atomizzatore ovale ‘ grazie

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