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Fumatori in aumento (ma elettronici)

Esigarettanews
11 dic 2012

Le notizie che riportiamo in questo articolo sono del 2011 e si fondano su dati estrapolati dal 2010, leggiamole insieme per poi trarre qualche conclusione…

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La Doxa in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, affronta nuovamente il problema del fumo e diffonde i dati aggiornati al 2010 sulla diffusione del tabagismo in Italia. Dati che potremmo dire incoraggianti e che parlano di una diminuzione percentuale del 5% del numero dei fumatori. Undici milioni sono le persone dipendenti dal fumo di sigaretta, il 21.7% della popolazione, di essi, 5,9 milioni sono uomini, 23,9% e 5,2 milioni sono donne, 19,7%.

Mediamente gli italiani fumano 13 sigarette al giorno, ma c’è chi ne fuma fino a 24, il 43,3%. I tabagisti vivono normalmente al Sud Italia e nelle Isole e mediamente hanno un’età compresa tra i 25 e i 44 anni.

E se c’è chi scommette che entro il 2050 non ci saranno più fumatori e le multinazionali del tabacco saranno costrette a chiudere bottega, nel frattempo il fumo continua a mietere vittime e a coinvolgere fette sempre più larghe e più giovani della popolazione.

Per cercare un’alternativa ai tradizionali metodi per smettere, è partito un protocollo di intesa tra l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, l’Ospedale San Raffaele e il Centro Cardiologico Monzino, con lo scopo di testare l’efficacia delle sigarette elettroniche.

Un campione di 126 soggetti con patologie tumorali, che sono stati vittima di infarto recente e che fumano almeno 10 sigarette al giorno da dieci anni, verranno sottoposte a dei test per verificare l’efficacia della sigaretta elettronica. Le analisi dureranno sei mesi e se i riscontri saranno positivi, queste finte bionde potrbbero diventare uno degli strumenti della medicina ufficiale per togliersi il maledetto vizio. 

Dati, come già detto incoraggianti per alcuni versi, ma preoccupanti se si guarda sia il numero dei baby fumatori, l’85,3% che inizia prima del compimento dei 18 anni ed addirittura oltre un terzo prima dei 15 anni, 34,5%, sia il numero delle donne fumatrici.

Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio nazionale su fumo, alcol e droghe, che lancia anche un appello al mondo della politica afferma che “Nulla si muove sul fronte rosa. Per la prima volta il differenziale fra uomini e donne si abbassa in maniera decisa. Abbiamo 5,9 milioni di fumatori e 5,2 milioni di tabagiste. Nei prossimi anni, se il trend non cambia, per entrambi i sessi potremmo registrare identiche percentuali”.

Inoltre egli aggiunge che “Per far diminuire i fumatori bisogna agire concretamente, aumentando il prezzo minimo del pacchetto di sigarette, inserendo le terapie di disassuefazione nei livelli minimi di assistenza (Lea) e rimborsando i farmaci di provata efficacia, eliminando il ticket per i centri anti-fumo. Il Governo deve capire che questa non è una spesa, ma un investimento minimo che promette grandi risparmi”.

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Partendo da questi dati, ormai in Italia i fumatori elettronici sono aumentati a dismisura (e continueranno ad aumentare), sono nati moltissimi shop fisici di sigarette elettroniche e molti altri continueranno ad aprire creando moltissimi posti di lavoro; oltre ad alimentare il mercato, gli shop sono la prova concreta che la sigaretta elettronica funziona nella lotta al tabagismo e se a volte la si potrebbe considerare una moda, altre la si identifica con il rimedio più indolore per smettere di fumare (ed io personalmente ne sono una delle prove viventi).
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad alcuni “movimenti” politici che hanno gettato le basi per una prima discussione in ambito “Esigaretta” e nonostante le proposte non siano diventate legge dello stato, senza ombra di dubbio nel futuro assisteremo ad altri tentativi di regolamentazione.
Certo è che una regolamentazione è necessaria ed auspicabile anche in considerazione del fatto che sono molti i punti ancora oscuri in fatto di leggi riferite alla sigaretta elettronica.
Noi dal nostro canto, speriamo che le cose vengano fatte nel migliore dei modi, regolamentando sì, ma senza distruggere il lavoro che molti hanno fatto nel tempo, i sacrifici che alcuni titolari di Shop fisici hanno sostenuto ed i migliaia di posti di lavoro che altrimenti rischierebbero la scomparsa con le ovvie gravissime conseguenze (valutando chiaramente gli aspetti relativi alla salute, qualcosa di cui molti ex fumatori si sono finalmente riappropriati).

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