Sigaretta Elettronica Blog

La Resa Aromatica negli Atom

Esigarettanews
25 ott 2012

Cercando di fare un breve riepilogo di un argomento molto dibattuto e sul quale negli ultimi tempi si stanno spendendo molte parole delineando differenti scuole di pensiero, cerchiamo in questo articolo di affrontare dai vari punti di vista, la resa aromatica degli Atom ed il modo in cui essa si sviluppa nei diversi sistemi d’alimentazione.

Partiamo dallo scindere le diverse categorie degli atom più diffusi (limitandoci a citare solo i più conosciuti e tralasciando le diverse versioni di quelli citati): il 306 (un atom dall’ottimo hit che concede qualche punto alla resa aromatica); il 901 (ormai meno utilizzato, che fa dell’aroma il suo punto di forza); il 510 (un buon compromesso tra le due precedenti tipologie) l’801 (croce e delizia per la necessità di utilizzarlo in Drip ma che per molti rimane il migliore).

Nelle immagini seguenti in ordine da sinistra:

Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us

Doveroso, oltre che per gli atom, è un breve elenco delle modalità d’utilizzo degli atom, utile al nostro discorso: AFS (un sistema in cui l’atom è immerso nel liquido [utilizzabili i 510, i 306 adattati e raramente i 901] e viene alimentato dai fori posti sull’attacco, esempio l’UFS) ; Bottom Feeder (utilizzanto per il 90% sulle Box Mod e per il 10%  in alcuni sistemi applicabili ai BB, Esempio il Surge Tank, in cui l’alimentazione avviene attraverso il foro posto sotto l’attacco atomizzatore) Drip (in cui l’atom viene irrorato versando le gocce di liquido direttamente all’interno di esso utilizzando la modalità manuale o quella automatica Esempio il Vape Mate o il DOD).

Nelle immagini seguenti in ordine da sinistra:

      

Ma da cosa dipende la resa aromatica e perchè varia a seconda dell’atom e del sistema d’alimentazione? Senza dilungarci troppo ma spiegando per sommi capi.

  1. La prima vera differenza la fa l’atomizzatore, pertanto differenti atomizzatori, o addirittura in alcuni casi, differenti pezzi della stessa marca/modello, varieranno la loro resa aromatica a seconda dei materiali e della loro qualità costruttiva. Nell’atomizzatore la wick (fibra di vetro che assorbe il liquido) la qualità della resistenza nei materiali e nel metodo di realizzazione caratterizzano una resa aromatica variabile estremamente percettibile: quantità di liquido assorbito dalla wick, qualità della wick, quantità della wick, tipologia del filo resistivo, metodo di assemblaggio della resistenza (entrano qui in gioco le tipologie diverse di Atom descritte sopra e le differenti marche di essi).
  2. Come seconda discriminante, data per assodata la buona resa aromatica di un atomizzatore, il sistema di alimentarlo diventa fondamentale: tutti i vapers che l’abbiano provato, sono sempre stati d’accordo che il sistema AFS sia quello che meglio sviluppi l’aroma di un liquido per una serie di caratteristiche insite nel sistema stesso che con un connubio di aria e regolazione di essa, quantità liquido regolabile o meno, dimensioni del Tank e via dicendo, riesce ad esaltare l’aroma di un liquido (considerazioni da alchimista? Forse no). A tal proposito, proprio per la indiscutibile predominanza aromatica del sistema AFS, negli ultimi tempi l’ingegno ha portato i realizzatori di Box Mod, ad adottare degli accorgimenti affinchè il Bottom Feeder (senz’altro più comodo e portabile) possa in qualche modo cercare di eguagliare l’AFS nella modalità di alimentazione (si veda l’ACS che regola l’afflusso d’aria, la NPS per un sistema d’afflusso liquido continuo, l’utilizzo di sistemi meno consoni come le guarnizioni per indurire l’ariosità del tiro, ed infine vaschette di raccolta liquido con forme ad imbuto per convogliare il liquido in eccesso verso i fori d’alimentazione.
  3. Altro fattore importante per la nostra valutazione è il valore della resistenza dell’atom (a prescindere dalla sua buona resa per marca/modello), difatti, se atomizzatori così detti LR (Low Resistence) si pongono al servizio dell’Hit, valori di resistenza superiore in Ohm come gli NR (Normal Resistence) sono per loro natura superiori in Aroma (probabilmente il posizionamento e la quantità delle spire di una resistenza più alta, permette appunto questa migliore resa dell’aroma stesso).
  4. Per un discorso di diffusione e di mercato, il 2012 ha visto come protagonisti gli atomizzatori rigenerabili (con relativi cloni e cloni modificati) che cercano di eguagliare gli atom preassemblati per microdimensione ma permettendo ai vaper di realizzare autonomamente la resistenza. Le variabili di cui sopra (wick, resistenza ecc.) in questo caso diventano più che fondamentali, proprio perchè è possibile scegliere i materiali da utilizzare così come il valore della resistenza stessa per favorirne la resa aromatica.
  5. Da non dimenticare mai è il rodaggio che ogni atomizzatore necessita di avere prima di un suo utilizzo standard: infatti la maggior parte degli atom (seppur in alcuni casi si abbia una resa eccellente fin dai primi tiri) necessitano di qualche millilitro di liquido “bruciato” prima di esprimersi al meglio (il paragone ad esempio potrebbe essere quello di un forno elettrico, che ai primi utilizzi rilascia quei “sapori di fabbrica” residui della lavorazione, oppure una macchinetta per la Moca che dà il massimo dopo alcuni caffè).
  6. Caso a parte meritano i sistemi a ceramica (come ad esempio gli Atomizzatori AVA di Innovapor) che a fronte di un rodaggio più lungo cercano a rodaggio avvenuto di non inficiare la resa aromatica con elementi che la possano contaminare (come ad esempio si ritiene faccia a volte la wick).
Chiaramente ogni atom per modello o spesso marca, dichiara implicitamente l’utilizzo in un particolare sistema d’alimentazione di esso: ad esempio sappiamo che alcuni atomizzatori in AFS non danno il meglio rispetto ad altri, o che utilizzando il Bottom Feeder alcuni atom risultino migliori di altri.
Ci sono, vanno menzionate, altre due “famiglie” di atom che per consuetudine si ritiene di dover annoverare con altro nome: parliamo dei così detti Cartomizzatori e dei Clearomizer. Queste due categorie, evolutesi ovviamente con tutto il resto, utilizzano sistemi simili e contemporaneamente diversi dagli Atom. Nei primi una quantità di lana di perlon è avvolta intorno ad una resistenza e per definizione comune si ritiene che ciò contamini una resa aromatica d’eccellenza (per quanto migliorata negli ultimi modelli); nei secondi (molto più vicini per modalità costruttiva agli atom) la resistenza si presta a filamenti di wick lunghi che pescano il liquido all’interno di un serbatoio (le tipologie di essi sono diventate innumerevoli per poterle menzionare tutte) e la loro resa aromatica viene ritenuta a volte come quella di un atom, altre volte inferiore, per alcuni modelli addirittura superiore.
Va da sè che tutto dipende dai gusti, la diversificazione delle percezioni e il gusto sono soggettività che mostrano il bello dello svapo: se è vero che una gran parte di vapers non può rinunciare ad una resa aromatica eccellente, un’altra parte dedica il proprio piacere la colpo in gola (hit) o ad una produzione di vapore abbondante sopra ogni cosa.

Per concludere: obiettivo di questo discorso era quello di distinguere prodotti e loro utilizzo ed aiutare coloro i quali concludono spesso col dire: quest’Atom ha una resa aromatica pessima. Nel mondo della sigaretta elettronica (come del resto in molti altri ambiti) a tutto c’è un motivo e quasi sempre una spiegazione/soluzione e se un atomizzatore non riesce a sostenere le performance che da esso ci aspettavamo, è assai probabile che: o la scelta dell’atom sia stata errata, o ci sarà un suo sistema propedeutico affinchè esso sappia performare come dovrebbe o, infine, alcuni particolari accorgimenti per utilizzarlo come si dovrebbe.

Articoli molto simili

Lascia la tua opinione

Top