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Nuovi sequestri a Genova

Esigarettanews
27 dic 2012

Per dovere di cronaca vi riportiamo un articolo apparso oggi su Repubblica dove si parla di sequestri e di multe per circa 30 mila euro nell’ambito della distribuzione di sigarette elettroniche e relativo materiale.

Sigarette elettroniche non certificate sequestrati tremila pezzi a Genova

Regalo gettonatissimo, ma i Nas bloccano tremila pezzi privi di certificazione. Elevate multe per 30 mila euro a una dozzina di commercianti. Non è ancora chiaro se e-cigarette siano efficaci e, soprattutto, se fanno male.

L’Ad di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, alla presentazione della nuova 500 L, si è fatto fotografare mentre “svapava”, come si dice in gergo. Vasco Rossi ha concesso il suo nome a un noto produttore. Le sigarette elettroniche, uno dei regali più gettonati a Natale, conquistano il mercato con un effetto tsunami, ma quelle fuorilegge finiscono nel mirino dei carabinieri del Nas, che hanno sequestrato 3000 pezzi tra dispositivi e fiale di sostanze da inalare che si trasformano in vapore e quindi consentirebbero di provare un sapore e una sensazione simili a quelle derivanti dal consumo di una tradizionale sigaretta, senza pero il rischio cancerogeno legato all’aspirazione di prodotti tossici combusti come il catrame. 

I militari hanno elevato multe per 30 mila euro a una dozzina di commercianti che vendevano prodotti che non riportavano gli avvisi di sicurezza previsti, violando quindi il codice di consumo. L’attività, voluta dal ministero della Salute, si inserisce nell’ambito delle verifiche sulla distribuzione in Italia di questi nuovi gingilli del mercato, un cilindretto di plastica con all’interno una resistenza che, attivata da una batteria, brucia le sostanze trasformandole in vapore. Ce ne sono di diversi gusti, che si avvicinano a quelli delle sigarette, oppure che riproducono semplicemente e fedelmente aromi di frutti, addirittura del cappuccino. 

Contenendo nicotina in diverse percentuali, devono riportare indicazioni anche sulla pericolosità e sulle precauzioni d’uso. I negozi “incriminati” sono soprattutto in Centro, alla Foce e a San Fruttuoso, dove in pochi mesi sono nati come funghi, saturando il mercato. Ormai se ne possono vedere a ogni angolo della città. 

Quelli multati non sono marchi noti come Ovale, Smokie’s tanto per citarne un paio (sono stati controllati e non sono emerse irregolarità), ma attività aperte in fretta e furia proprio nel periodo natalizio sull’onda del business, e che al posto delle insegne hanno cartelli di plastica legati alla bene in meglio (con scritte tipo “sigarette ellettroniche” e basta senza indicare il produttore), scaffalature improvvisate con quattro assi di legno. 

E che soprattutto vendevano prodotti realizzati in Cina, privi dell’etichettatura Ce, senza indicazioni riguardo i dispositivi, quindi le caratteristiche tecniche, e di etichettatura sulle concentrazioni di nicotina che è tossica in caso di ingestione e a contatto con la pelle. Da anni, si è aperto un dibattito sulle e-cigarette che vengono utilizzate per provare a smettere di fumare: sono nocive oppure no? In Italia negli ultimi mesi si è registrato un boom di consumo, secondo un sondaggio Doxa il 20% degli ex fumatori le usa. 

Non è ancora chiaro però se siano efficaci e, soprattutto, se fanno male. Secondo l’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di Sanità si tratta di prodotti meno tossici delle sigarette tradizionali, il che non vuole dire che siano completamente innocue. Esistono in commercio fialette contenenti diverse quantità di nicotina. Il fumatore elettronico decide il dosaggio, di solito cominciando con una certa quantità per poi ridurla nel tempo. Le fiale contengono nicotina in percentuali che variano dai 6 ai 18 milligrammi per millilitro. 

La questione sta tutta nella regolamentazione, che per ora non è chiara. La proposta di direttiva adottata dalla Commissione Ue, che rivoluziona le vecchie norme risalenti al 2001 e che dovrà essere approvata da Parlamento e Consiglio per entrare in vigore nel 2015, stabilisce che le sigarette elettroniche che contengono nicotina devono presentare avvertenze sugli effetti per la salute.

Tutti i produttori devono evidenziare la pericolosità, soprattutto per i bambini: la nicotina infatti può essere addirittura letale per loro in dosi superiori a 10 milligrammi. Per questo, sull’etichetta, deve essere riportata anche la frase “conservare lontano dalla portata dei bambini” e in ogni caso è vietata la vendita ai minori di 16 anni. Da qui sono scattati i controlli sia nei negozi che presso le ditte specializzate in sigarette elettroniche per verificare che la normativa sia rispettata. La sigaretta elettronica non è un presidio medico chirurgico come i farmaci o i cerotti con nicotina, ma un prodotto non regolamentato.

Il ministero ha chiesto all’Istituto superiore di sanità uno studio sui rischi di dipendenza, poi deciderà per un’eventuale regolamentazione. Intanto, si cerca di frenare e soprattutto controllare un mercato che ormai si sta allargando a macchia d’olio. Ora i negozianti a cui sono stati sottoposti a sequestro preventivo i prodotti da parte dei Nas, dovranno presentare le certificazioni tecniche e successivamente le loro sigarette elettroniche e le fiale verranno inviate ai laboratori indicati dall’istituto superiore della sanità per i controlli.

(27 dicembre 2012)

 

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4 Commenti

  1. Infamous

    Bene si comincia!!! dovremo nasconderci come i paleocristiani… perché sicuramente, come già successo, diranno che una Medioevale(analogica) fa meno male ed è più sicura… quindi preparatevi a svapare di nascosto come quando si faceva con le sigarette da adolescenti, fuori dalla vista della gente perché potrebbero dirlo a mamma e papà se ti riconoscono…!!! che paese di merda!!!

  2. ma quando arrivano a monza? nn vedo l’ora…

  3. domenico

    Trovo la retata del NAS a Genova un fatto positivo ed in ultima analisi una salvaguardia della qualità del prodotto. Non vedo caccia alle streghe ma un richiamo al rispetto delle regole: che i prodotti siano inequivocabilmente sicuri. Ne guadagniamo noi consumatori dello svapo.

  4. Patalollo

    L’importante è che certe notizie -quelli sui controlli sul rispetto delle regole, che non sono un fatto negativo- non vengano distorte e strumentalizzate per fare passare il messaggio che le ecig fanno male.

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