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Sigarette elettroniche sul luogo di lavoro?

Esigarettanews
12 ott 2012

Secondo alcune ricerche condotte dagli amici di Ecigadvanced i fumatori costano molto di più alle aziende rispetto ai non fumatori con un profitto inferiore rispetto a questi ultimi. Istituire ad esempio un programma in cui si preveda l’introduzione delle Sigarette Elettroniche così da trarne più profitto?

Secondo i dati recuperati da Ecigadvanced, i fumatori perdono circa 3 giorni di lavoro l’anno in più rispetto ai non fumatori a causa di malattia, spesso per ricoveri in ospedale durante l’anno in cui rimangono in media quasi un giorno e mezzo in più (ovviamente si sta parlando di statistiche).

Uno studio effettuato in una azienda multinazionale di Information Technology in Malesia, le famose “pausa sigaretta” costano alla società circa 22 giorni lavorativi l’anno per ogni fumatore. Detto ciò, sta di fatto che le società con dipendenti fumatori, oltre ad una percentuale di rischio più alta di incendio, pagano tassi di assicurazione più elevati ed hanno costi di manutenzione più alti.

Solo nel 1998, il fumo negli edifici non residenziali è stato origine di 8.700 incendi che hanno causato un danno di circa 60,5 milioni dollari.

Fatte queste considerazioni, ci chiediamo se (fermo restando che tali statistiche si rivolgono in gran parte agli Stati Uniti), introdurre appunto la sigaretta elettronica in alternativa a quella tradizionale, magari incanalandola in programmi specializzati, non sia davvero un concreto risparmio per le aziende, nonostante i non fumatori non la gradiscano (ma entriamo qui nel campo della solita disinformazione) e senza valutare l’aspetto “salute” assai più rilevante.

FONTE

 

 

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